Fuori dal
caffè ci sono soltanto i soliti due o tre individui seduti sulle seggioline di
plastica a fumare e a parlare del più e del meno, oltre a snocciolare qualche
commento sulle poche persone che transitano a piedi per il corso del paese a
quell’ora di sera. All’interno del locale invece qualcun altro segue
distrattamente un programma televisivo mentre sorseggia una bibita seduto ai
tavolini rotondi, e quando lui entra e chiede al cameriere di preparargli un
caffè ancor prima che il barista gli rivolga la domanda classica inerente alla
propria consumazione che ritiene ovviamente obbligatoria, alcuni lo salutano,
ma senza entusiasmo. Nella saletta, quando si affaccia sul retro del locale, adesso
ci sono solamente un paio di persone in piedi che parlano del biliardo e di
qualche tiro da fuoriclasse a cui hanno assistito una volta o quell’altra, ma è
sempre così nei giorni alla metà di ogni settimana. Franco saluta con
parsimonia, poi, senza preoccuparsi di trovare un aggancio, spiega, mentre
sorseggia il caffè, che la sua bicicletta stasera si è messa a cigolare ad ogni
giro di ruota in maniera del tutto smodata, tanto da attirare l’attenzione di ogni
persona per strada, mentre pedalava nel tratto da casa sua fino a lì.
<<Un rumore strano>>, dice ancora; <<quasi il lamento di un
animale rimasto incastrato tra il rocchetto della ruota posteriore e la catena.
Un passante mi ha anche detto a voce alta che era il carter che si era piegato,
così io mi sono fermato, ho controllato la catena ed ho deciso di percorrere le
ultime decine di metri a piedi, lasciando la mia bicicletta ad un
angolo>>.
I presenti annuiscono, senza
trovare niente da eccepire, ed infine lui dice ancora che forse potrebbero riempire
il tempo con una piccola partita a goriziana su di un tavolo tra quelli
presenti nella saletta, ed uno dei due tizi accetta pur senza entusiasmo quella
sfida, mettendo in palio però soltanto una semplice consumazione al banco.
Franco non conosce troppo bene il suo avversario, ma con calma sceglie la
stecca più adatta, mette il gesso sopra al puntale, sistema i birilli e procede
subito con il proprio tiro verso la sponda opposta, per decidere chi deve
iniziare tra i due. La biglia dell’altro si avvicina maggiormente per alcuni
centimetri, e così quello inizia a giocare procedendo con il primo tiro
effettivo. Lui però riprende a parlare: <<sembrava che la mia bicicletta avesse
da lamentarsi di qualcosa, come se tra i pedali la sua anima gemesse per
qualche torto che posso aver fatto nei suoi confronti. Invece, riflettendoci
meglio, credo che qualcuno abbia sferrato una pedata al carter mentre era ferma
davanti casa mia, tanto da piegare il lamierino. Ma non saprei a chi possa venir
voglia di commettere un atto del genere, forse un ubriaco, oppure uno
sfaccendato che non trova niente di meglio da fare che prendersela con le cose
degli altri>>. L’avversario sorride mentre sceglie la traiettoria da far
seguire alla sua biglia, e dopo il suo tiro, abbastanza ben calibrato, chiede:
<<ma è una bicicletta di marca, costosa, un modello che possa almeno suscitare
qualche invidia?>>.
Franco si concentra sul panno
verde, prende una pausa, riflette a lungo ed infine dice soltanto: <<ma
no: è una bicicletta da nulla, non mi ricordo neppure come l’abbia avuta, forse
me l’ha regalata un amico perché non sapeva che farsene; però è proprio questo
il punto principale: se è un oggetto di nessun valore, mi domando, per quale
motivo prenderlo a bersaglio delle insoddisfazioni di cui puoi soffrire?>>.
Poi procede con un rinquarto leggero, visto che l’altro gli ha lasciato la
propria biglia e il pallino dal lato opposto del panno e dei birilli, così
adesso lui deve tirare dall’altro settore cercando di fare dei punti e mettere
in eguale difficoltà l’avversario. Il tiro non riesce neppure troppo bene, ed
in questo modo lascia all’altro giocatore la possibilità di tirare di calcio un
tiro deciso così da abbattere quasi tutti i nove birilli. Lui assume una
smorfia sul viso, come per rammaricarsi della sua sbadataggine, e comunque
prosegue a giocare la partita lasciando diverse volte delle buone possibilità
al suo avversario. <<Senza la mia bicicletta non saprei come
fare>>, riprende a dire Franco, mentre il gioco prosegue sulla stessa
falsariga, lasciando in breve tempo che la partita termini con una propria modesta
sconfitta. <<Per la rivincita>>, dice adesso con un moto di
orgoglio, <<potremmo giocarci però un paio di bigliettoni, sperando che
la fortuna passi un po’ anche dalla mia parte>>.
L’altro naturalmente acconsente
subito, e lui, con la sua calma quasi ironica, inizia a sfoderare dei tiri che
prima non aveva messo in mostra, tanto da guadagnarsi subito un punteggio più
alto dell’altro, fino al momento in cui la partita giunge al termine e lui può
raccogliere i soldi del premio. <<D’altra parte>>, dice adesso guardando
l’altro negli occhi e come concludendo il suo ragionamento, <<se dovessi
acquistare un’altra bicicletta perché quella che possiedo ormai è fuori uso, mi
ci vorrebbero sicuramente diversi quattrini, persino se per combinazione ne
trovassi una d’occasione. Perciò anche questi soldi mi occorrono proprio>>.
Bruno Magnolfi