Quando
Marco ebbe l’età di sei anni circa, appena trascorsi in casa quei particolari giorni
di euforia nel periodo in cui suo padre si era lanciato nell’acquisire la
patente di guida ed acquistare a rate quella piccola utilitaria di seconda mano
che pareva quasi la propria svolta essenziale e a cui sembrava tenere in
maniera quasi maniacale, lo stesso genitore decise per quella domenica ventura della
fine di giugno di concedere alla sua famiglia una gita fuori dal paese di
Volterra dove loro abitavano, e di raggiungere speditamente con la moglie e i
due figli una spiaggia lungo il litorale marino delle vicinanze. Sua madre
aveva detto subito, come se quella fosse quasi stata una scusa accettabile per
non uscire neanche da casa, che non possedeva neppure un costume da bagno, ma
sua sorella Loriana si era mostrata invece così entusiasta per quella idea di
trascorrere una giornata sulla spiaggia da mettersi addirittura a saltellare per
la felicità. Suo padre aveva riso a lungo dell’atteggiamento di sua figlia,
anche se Marco al contrario era rimasto al solito impassibile, quasi
indifferente, come fosse impossibilitato ad esprimere una propria opinione nei
riguardi di quella proposta. In breve, la famiglia aveva comunque preso in
fretta tutto ciò che poteva servire per quella giornata, e in poco tempo la
macchina fu messa in moto ed il breve viaggio ebbe il suo inizio.
<<Mi
sembra tu stia andando un po’ troppo spedito>>, aveva detto sottovoce quasi
subito Rachele al marito mentre praticamente sembrava di fatto dare voce al
proprio desiderio intimo di far abbassare l’entusiasmo con cui lui stava
guidando, che peraltro sembrava impiegare nei propri gesti tutta l’attenzione di
un neopatentato che si trova ad affrontare una strada statale per quel giorno così
trafficata e colma di imprevisti. A questo proposito lei, rigorosamente seduta
al fianco del guidatore, si mostrava tutta tesa nel suo ruolo di rilevatrice di
ostacoli o di improvvisi inconvenienti, e per questo motivo appariva costantemente
concentrata con sguardo incrollabile nell’osservazione della striscia di strada
asfaltata davanti all’auto, pronta naturalmente nel segnalare a suo marito qualsiasi
elemento degno di un’attenzione sufficiente ad evitare frenate brusche o pericolose
manovre improvvise. Loriana, seduta con suo fratello sul sedile posteriore,
proseguiva come sempre a raccontare qualcosa che le era venuto in mente a
proposito delle famiglie delle sue compagne di scuola, che improvvisamente nelle
sue parole sembrava si recassero regolarmente nei luoghi vacanzieri della
costa, sfoggiando automobili lucide, impeccabili, e anche di grossa cilindrata,
mentre nei racconti sottolineava come talvolta quelle famiglie proseguissero a
ridere e a godere della propria fortuna, come se stessero usufruendo di un
privilegio unico in quel potersi permettere attività di quel tipo.
Il mare,
comunque, quel giorno era bellissimo, e quando furono davanti alla costa
fermarono la macchina e raggiunsero quella spiaggia non eccessivamente
affollata di ombrelloni e di sedie a sdraio. Si sistemarono con degli
asciugamani intorno ai propri vestiti sistemati con buona cura, e siccome lì
vicino c’era un bagno attrezzato, il padre Franco, dopo essersi bagnato i piedi
tra le piccole onde del bagnasciuga, si era spinto a curiosare fin lì per
informarsi sui mosconi a remi e sulle barche a noleggio che un cartello invitava
a provare. Quando infine era tornato indietro aveva proposto subito a Loriana
di fare un giro di mezz’ora o un’ora intera insieme a lui su una piccola lancia
a remi, tanto che i due tornarono svelti a quel bagno e in breve presero il
mare con una barchetta dopo la naturale rassicurazione fatta a Rachele di non
allontanarsi troppo dalla riva. Marco naturalmente a quella proposta si era
limitato a scuotere la testa senza alzare neppure lo sguardo dalla sabbia
accanto a sé, restando perciò seduto nei suoi calzoncini azzurri, del tutto
contrario alla richiesta di sua madre di togliere almeno la maglietta e
prendere così sopra le spalle un po’ di sole.
Il padre e
la sorella di Marco avevano perciò preso a solcare con quella barca le piccole
onde azzurre e schiumose di fronte al resto della famiglia, sospinti dai remi che
Franco non sembrava neppure utilizzare troppo bene pur impegnandosi al massimo,
però restando fedeli alle promesse di non allontanarsi troppo dalla riva e quindi
di trattenersi sempre ad una distanza di tutta sicurezza. Marco e sua mamma,
seduti sulla sabbia, erano rimasti in silenzio per quasi tutto il tempo, senza minimamente
commentare i gesti e l’avventura degli altri due, anche se forse in mezzo ai loro
pensieri era iniziata ad evidenziarsi quella piccola crepa familiare, quella
sottile differenza, sicuramente una cosa di assoluto poco conto, ma che
mostrava come i caratteri dei componenti fossero divisi a due a due nella propria
definizione di svago. Franco e Loriana infine tornarono, e come c’era da aspettarsi mostrarono tutto il loro entusiasmo per quel divertimento,
mentre Marco e sua madre conservavano ancora sulla faccia l’espressione seria
di chi giudica quegli atteggiamenti soltanto una sciocchezza. Più tardi poi,
rientrarono tutti a casa.
Bruno
Magnolfi