giovedì 11 giugno 2026

Rientro a casa.


            Quando Marco ebbe l’età di sei anni circa, appena trascorsi in casa quei particolari giorni di euforia nel periodo in cui suo padre si era lanciato nell’acquisire la patente di guida ed acquistare a rate quella piccola utilitaria di seconda mano che pareva quasi la propria svolta essenziale e a cui sembrava tenere in maniera quasi maniacale, lo stesso genitore decise per quella domenica ventura della fine di giugno di concedere alla sua famiglia una gita fuori dal paese di Volterra dove loro abitavano, e di raggiungere speditamente con la moglie e i due figli una spiaggia lungo il litorale marino delle vicinanze. Sua madre aveva detto subito, come se quella fosse quasi stata una scusa accettabile per non uscire neanche da casa, che non possedeva neppure un costume da bagno, ma sua sorella Loriana si era mostrata invece così entusiasta per quella idea di trascorrere una giornata sulla spiaggia da mettersi addirittura a saltellare per la felicità. Suo padre aveva riso a lungo dell’atteggiamento di sua figlia, anche se Marco al contrario era rimasto al solito impassibile, quasi indifferente, come fosse impossibilitato ad esprimere una propria opinione nei riguardi di quella proposta. In breve, la famiglia aveva comunque preso in fretta tutto ciò che poteva servire per quella giornata, e in poco tempo la macchina fu messa in moto ed il breve viaggio ebbe il suo inizio.   

            <<Mi sembra tu stia andando un po’ troppo spedito>>, aveva detto sottovoce quasi subito Rachele al marito mentre praticamente sembrava di fatto dare voce al proprio desiderio intimo di far abbassare l’entusiasmo con cui lui stava guidando, che peraltro sembrava impiegare nei propri gesti tutta l’attenzione di un neopatentato che si trova ad affrontare una strada statale per quel giorno così trafficata e colma di imprevisti. A questo proposito lei, rigorosamente seduta al fianco del guidatore, si mostrava tutta tesa nel suo ruolo di rilevatrice di ostacoli o di improvvisi inconvenienti, e per questo motivo appariva costantemente concentrata con sguardo incrollabile nell’osservazione della striscia di strada asfaltata davanti all’auto, pronta naturalmente nel segnalare a suo marito qualsiasi elemento degno di un’attenzione sufficiente ad evitare frenate brusche o pericolose manovre improvvise. Loriana, seduta con suo fratello sul sedile posteriore, proseguiva come sempre a raccontare qualcosa che le era venuto in mente a proposito delle famiglie delle sue compagne di scuola, che improvvisamente nelle sue parole sembrava si recassero regolarmente nei luoghi vacanzieri della costa, sfoggiando automobili lucide, impeccabili, e anche di grossa cilindrata, mentre nei racconti sottolineava come talvolta quelle famiglie proseguissero a ridere e a godere della propria fortuna, come se stessero usufruendo di un privilegio unico in quel potersi permettere attività di quel tipo.  

            Il mare, comunque, quel giorno era bellissimo, e quando furono davanti alla costa fermarono la macchina e raggiunsero quella spiaggia non eccessivamente affollata di ombrelloni e di sedie a sdraio. Si sistemarono con degli asciugamani intorno ai propri vestiti sistemati con buona cura, e siccome lì vicino c’era un bagno attrezzato, il padre Franco, dopo essersi bagnato i piedi tra le piccole onde del bagnasciuga, si era spinto a curiosare fin lì per informarsi sui mosconi a remi e sulle barche a noleggio che un cartello invitava a provare. Quando infine era tornato indietro aveva proposto subito a Loriana di fare un giro di mezz’ora o un’ora intera insieme a lui su una piccola lancia a remi, tanto che i due tornarono svelti a quel bagno e in breve presero il mare con una barchetta dopo la naturale rassicurazione fatta a Rachele di non allontanarsi troppo dalla riva. Marco naturalmente a quella proposta si era limitato a scuotere la testa senza alzare neppure lo sguardo dalla sabbia accanto a sé, restando perciò seduto nei suoi calzoncini azzurri, del tutto contrario alla richiesta di sua madre di togliere almeno la maglietta e prendere così sopra le spalle un po’ di sole.  

            Il padre e la sorella di Marco avevano perciò preso a solcare con quella barca le piccole onde azzurre e schiumose di fronte al resto della famiglia, sospinti dai remi che Franco non sembrava neppure utilizzare troppo bene pur impegnandosi al massimo, però restando fedeli alle promesse di non allontanarsi troppo dalla riva e quindi di trattenersi sempre ad una distanza di tutta sicurezza. Marco e sua mamma, seduti sulla sabbia, erano rimasti in silenzio per quasi tutto il tempo, senza minimamente commentare i gesti e l’avventura degli altri due, anche se forse in mezzo ai loro pensieri era iniziata ad evidenziarsi quella piccola crepa familiare, quella sottile differenza, sicuramente una cosa di assoluto poco conto, ma che mostrava come i caratteri dei componenti fossero divisi a due a due nella propria definizione di svago. Franco e Loriana infine tornarono, e come c’era da aspettarsi  mostrarono tutto il loro entusiasmo per quel divertimento, mentre Marco e sua madre conservavano ancora sulla faccia l’espressione seria di chi giudica quegli atteggiamenti soltanto una sciocchezza. Più tardi poi, rientrarono tutti a casa.  

 

            Bruno Magnolfi

Nessun commento:

Posta un commento