A lui piace
molto, nella tarda domenica mattina, prendere i suoi due figli per mano,
precedentemente vestiti e preparati di tutto punto da sua moglie, e portarli a
fare una passeggiata nel vicino parco pubblico, intrattenendosi durante il
percorso a salutare certe volte le persone del vicinato che magari conosce
anche soltanto di vista, oppure fermandosi per parlare con qualcuno con cui,
per un motivo o per l’altro, ha dei rapporti
più stretti, e che naturalmente non lesinano mai di fare qualche complimento verso
i suoi due bambini. Forse questa è addirittura una scusa per fare qualcosa che
senza i suoi figli probabilmente non farebbe, e in ogni caso appare sempre piuttosto
soddisfatto in quel suo apparire agli occhi di tutti, almeno nei giorni
festivi, come un buon padre di famiglia che si preoccupa di accompagnare i suoi
bambini a prendere un po’ d’aria quando gli torna possibile. Al parco poi generalmente
si intrattiene seduto su di una panchina leggendo un giornale che ha
precedentemente acquistato all’edicola del quartiere, mentre i bambini
normalmente si dondolano sulle piccole altalene insieme ad altri coetanei, ma
questo avviene soltanto nel caso in cui non ci sia qualcuno disposto a parlare
con lui anche di cose minori o addirittura insignificanti.
Sotto a
quegli alberi, comunque, non ci trascorre mai molto tempo, e dopo poco, con una
scusa oppure con l’altra, rapidamente richiama i suoi figli affinché salutino
tutti i propri compagni di gioco e lo riprendano per mano, incamminandosi con
loro lungo lo stesso percorso a ritroso che termina con il rientro nella propria
abitazione, dove è certo di trovare la tavola già apparecchiata ed il pranzo
quasi pronto. In un paio di casi, durante la bella stagione, si è persino fermato
ad acquistare un piccolo cono gelato per i suoi due bambini, ma in
considerazione del fatto che ambedue tendono immancabilmente a sporcarsi le
mani e anche la faccia, è deciso a non ripetere più l’esperienza, a meno che
non siano proprio loro a richiedere con viva voce e con una certa insistenza quella
possibilità. Già diverse volte comunque ha pensato che la casa dove la sua
famiglia abita con una certa soddisfazione, anche se soltanto da poco tempo,
secondo il proprio parere sia sufficientemente confortevole e completa di tutto
da permettere ai suoi figli di restarsene nel giardinetto sul retro piuttosto
che essere accompagnati ancora fino a quel parco, per cui immagina che tenderà nelle
prossime domeniche ad impiegare quelle vuote mattinate probabilmente in altra
maniera.
Immancabilmente,
appena rientrato in casa, sua moglie gli chiede come sia andata quella
passeggiata, e lui, che fino a quel momento non si è preoccupato affatto di ciò
che gli è stato riferito dai conoscenti con cui si è fermato a parlare, adesso spiega
subito con un certo fastidio che quello o quell’altro gli ha detto che Marco
appare pallido e gracilino e che probabilmente ci vorrà del tempo affinché si
rimetta in pieno. Lui non ha dato peso a quelle parole, anzi ha subito annuito
sorridendo come fossero dei pareri scontati di una verità più che evidente, ma
adesso che è a casa si sente quasi umiliato da quelle opinioni, proprio lui che
vorrebbe tanto avere il figlio minore pieno di vita e un po’ meno timido di
come appare a tutti quanti. <<Dagli più tempo>>, dice la moglie
sottovoce, ma lui ha quasi deciso che per evitare nuovamente di ascoltare quel
tipo di commenti è disposto a restarsene a casa il prossimo giorno festivo, e
smetterla una buona volta con quell’abitudine della passeggiata domenicale. <<Come
vuoi>>, dice lei, mentre toglie i cappottini leggeri ai bambini,
rendendosi conto che Loriana, la figlia più grandicella, non è contenta di
quanto ha appena ascoltato, soprattutto perché quella decisione da parte di suo
padre non è in sua diretta funzione, anche se dovrebbe essere anche lei a
subirne le conseguenze. Poi, dopo essersi lavati le mani, i due fratelli si
siedono a tavola, ed in silenzio e senza mai alzare troppo lo sguardo dal
piatto che la mamma pone loro di fronte, lasciano che i genitori proseguano a
parlare dei loro problemi e delle difficoltà da cui sono afflitti.
Anche se
Loriana in genere è molto più espansiva di suo fratello, e molto volentieri ad
esempio parla della scuola entrando nel dettaglio di come si svolgono le
lezioni del mattino in classe con la sua maestra e con le proprie compagne,
difficilmente decide di affrontare a tavola, in presenza di suo padre, un
argomento del genere, come anche di qualsiasi altro, conservando le sue
considerazioni di bambina per i momenti in cui resta da sola con sua madre, normalmente
nei pomeriggi in cui sistema con cura i libri e i quaderni sul piano del tavolo
e svolge i piccoli compiti che le sono stati assegnati. È sua madre in seguito che
aggiorna il marito con un breve riassunto di quei suoi progressi, anche se lui
difficilmente mostra di apprezzare troppo quei buoni risultati scolastici.
Bruno
Magnolfi
Nessun commento:
Posta un commento